Alla fine del gennaio del 2007, dopo centinaia e centinaia di segnalazioni, Space Invaders avvistati da ogni parte del mondo, lo street artist francese Space Invader (Invader) decise di aggiornare il sito raccontando il suo progetto.
In 8 anni di attività, iniziando da Montpellier alle soglie del 2000, Invader ha coperto 35 città di 5 continenti, realizzando quasi 4.000 Space Invaders. Il simbolo del video game anni ‘80 viene riproposto in pixel, modificato nelle forme e nei colori, piccole piastrelle incollate con il cemento ad altezza ragguardevole che rappresentano la nostra era, la nascita della tecnologia moderna con video game, computer, Internet, hackers e virus.



L’invasione degli spazi precede l’invasione delle città, da Los Angeles a New York, passando per Londra, Manchester, Losanna, Barcellona, Bilbao, amsterdam, Berlino, Bangkok, Tokyo, Katmandu e Varanasi, tutto viene mappato grazie a Google Maps e venduto sottoforma di cartina geografica.

Ogni città ha uno score, come nel video game originale, il punteggio viene dato dal numero e dalla grandezza degli Space Invaders posizionati. L’artista francese da qualche tempo ha fatto visita nella capitale, dove sono stati segnalati ben 47 simboli.

Dal 2007 l’arte di Invader si è arricchita grazie al progetto “RubikCubist“, dove il famoso cubo, grazie alle sue 43 bilioni di combinazioni, viene utilizzato per realizzare sculture del simbolo disegnato da Tomohiro Nishikado o riproduzioni di quadri, mentre di recente, nel mockumentary Exit Through the Gift Shop, l’artista “interpreta” il cugino del “protagonista” Thierry Guetta.
