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Lottomatica a Gamenet: come cambia il gioco pubblico

È un periodo di grossi cambiamenti quello a cui va incontro l’intera filiera del gambling.

Ci sono due punti cardini da cui partire per capire in che direzione sta andando il settore del gioco pubblico.

Innanzitutto, il Coronavirus. L’emergenza sanitaria ha stravolto totalmente i numeri delle aziende di gioco, andando a segnare una crisi senza precedenti. Le perdite sono ingenti, il settore online ha soltanto sopperito in parte ma la crisi c’è, esiste e non può essere più negata.

Il governo Conte ha fatto molto poco, riducendo i problemi del comparto all’ultimo posto nelle priorità degli italiani. Il governo Draghi ha attuato una politica di continuità e i segnali incoraggianti dei primi giorni sono stati smentiti da quelli successivi. Insomma, è un settore che deve riordinare le idee senza poter contare sul supporto di un governo assenteista. Un governo che, già da anni, ha attuato misure di ostracismo nei confronti dell’intero settore, uno dei più attivi nella vita degli italiani.

Dal Decreto dignità, infatti, le aziende devono fare i compiti con chi cerca di mettere i bastoni tra le ruoti. L’altro punto cardine è la trattativa che, formalizzata a gennaio, vedrà i suoi effetti a metà 2021. L’acquisizione di Lottomatica da parte di Gamenet per 950 milioni di euro. Una trattativa importantissima che cambierà gli scenari: Lottomatica d’altronde è da sempre uno dei brand più importanti tra i casinò italiani e questa acquisizione risulta di fatto un cambiamento epocale. Gamenet sarà il primo operatore ad avere dunque appigli in ogni settore dell’attività online ludica, dal gaming ai casinò online. Una svolta importantissima, a maggior ragione perché avviene in un periodo storico complicato, in cui pianificare il futuro è un salto nel buio e molti operatori stanno rinunciando e puntando esclusivamente a contenere le perdite. Le chiusure forzate hanno prodotto nei mesi un vuoto di 750 milioni di euro mensili, con un calo notevole nell’occupazione. Il comparto online “trucca” i numeri, perché non tiene conto di un fattore determinante: il capitale umano, quello dei posti di lavoro, del gioco su territorio, che sta andando man mano in frantumi.

Il settore rischia di scomparire nei prossimi anni? Sarebbe un dramma per l’intero Paese e assisteremmo alla nascita di un gioco illegale che spopolerebbe e probabilmente arricchirebbe soltanto la criminalità organizzata. Il Recovery Fund non risolverà i problemi. Serve una riforma e su questo non ci piove: un piano sembrerebbe già previsto nel Documento Programmatico di Bilancio 2021. In questo documento si parla del contrasto all’illegalità nel settore dei giochi, con l’obiettivo di ridurre il cyber crime nella sua totalità. I numeri del settore online sono invece incoraggianti: gli account di gioco sono aumentati del 200% per le videolottery, 3500% per il poker online.

Vedi anche  Conto corrente aziendale, quando è obbligatorio e perché conviene

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